martedì 31 marzo 2009

Il troppo storpia

Gent.ma Sig.ra Simona Ventura
“Quelli che il calcio e…”
Sito web: www.quellicheilcalcio.rai.it

Gentile Signora,
devo rappresentarle le proteste di molti infermieri romani per le performance dell’Infermiera Mimma a “Quelli che il calcio e…”.
Già troppe volte, in presenza di casi di malasanità o di fatti squalificanti per la professionalità degli operatori sanitari, l’immagine pubblica degli infermieri viene ingiustamente denigrata. Con i suoi atteggiamenti grotteschi e privi di qualsiasi attinenza con l’attività quotidiana di ogni infermiere, l’Infermiera Mimma alimenta questo deprecabile fenomeno mediatico.
Tutti noi ci sentiamo sotto il tiro di una satira spicciola e insensibile, che disinforma il pubblico e ne condiziona negativamente il giudizio sulla nostra professione.
Quella che tanti colleghi esprimono è la rabbia di chi opera ogni giorno in condizioni di grande difficoltà e sacrificio, che vorrebbe farla finita con certi stereotipi. Insomma a noi l’“Infermiera Mimma” non fa ridere neanche un po’. Soprattutto per quel binomio che lega a “Mimma” la qualifica di “Infermiera”.
Non intendiamo invocare censure sulla satira che d’altronde “Quelli che il calcio e…” pratica bene e con successo da molti anni. Riteniamo però giusto che una caricatura dall’immagine sciatta, con l’immancabile sigaretta in bocca e un linguaggio scurrile come Mimma, non venga riconosciuta dal grande pubblico televisivo come un’infermiera. Mimma non è infermiera né mai potrà esserlo.

Gli infermieri italiani sono molto cresciuti. Sono oggi professionisti ben preparati, titolari assoluti dell’assistenza, hanno competenze e responsabilità di primo piano, piena autonomia professionale, si sono formati all’università e hanno conseguito una laurea, possiedono titoli di specializzazione, esercitano la docenza universitaria, sono impegnati a fondo nella ricerca scientifica. Non meritano perciò di essere rappresentati da Mimma, considerato che come lei non si comportano né si esprimono.
Fatta salva la simpatia del personaggio e la bravura di chi lo interpreta, facendo seguito alle numerose rimostranze degli infermieri iscritti e a tutela dell’immagine pubblica della professione, le chiedo di intervenire personalmente per porre fine a tale denigratoria parodia della professione infermieristica.

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