venerdì 16 gennaio 2009

CLOCHARD


Italiani brava gente proprio come il titolo di un libro
Impariamo a guardare cio’ che ci circonda non ad ignorarlo. Come appunto fa’ chi ci governa .Quante volte sotto le stazioni dei treni negli androni dei palazzi sulle panchine dei giardini pubblici vediamo gente che dorme rannicchiata su dei cartoni. Costretti ad affrontare il freddo e il gelo senza un tetto, senza il calore di una famiglia .Molti di questi che noi guardiamo come degli straccioni dei cosiddetti barboni, sono delle persone con una sensibilita’ estrema e che probabilmente la stessa li ha costretti a dover vivere in questa maniera . Quanti di loro ci lasciano senza che neppure ce ne accorgiamo,(non fanno statistica). Forse andranno a VITA migliore visto che questa non e’stata per loro tale .La scorsa settimana i media ci hanno assillati con la cosiddetta emergenza neve : ma non siamo forse a Gennaio? non sono stati forse loro a dirci che se dovessero verificarsi degli inverni caldi potremmo andare incontro a seri problemi ?.Ben vengano le stagioni con tutti i loro pro e contro. Sono 4, e volano in fretta . Stiamo a preoccuparci del freddo quando abbiamo un tetto con tutti gli annessi e connessi una minestra calda da mangiare. Siamo proprio incontentabili. Svegliamoci facciamoci sentire , gridiamo al mondo intero che non e’ possibile che nel 2009 si muoia ancora di fame ma soprattutto di freddo .Il nostro governo non ha orecchi in questo senso ma noi si .Impieghiamo il nostro tempo a favore di chi ha bisogno di chi e’ costretto per varie ragioni a vivere in questo modo . Apriamo le braccia, e i nostri cuori a tutti coloro i quali anche solo il calore di un abbraccio potrebbe bastare. Questo mio sfogo e’ nato dalla lettura di un articolo di Gian Antonio Stella .il quale non ha voluto fare retorica in merito a quanto ho detto ma ha voluto colpire piu’ in alto e soprattutto le autorita’ locali . Ci sono storie che ci commuovono ci fanno sentire piccoli piccoli ma poi cosa facciamo veramente? .E adesso non mi resta che lasciarvi ma promettiamoci pero’ nel nostro piccolo di fare qualcosa di veramente grande. Un bacio a tutti voi.

7 commenti:

andrea ha detto...

grazie per l'invito ad una riflessione che faccio volentieri,sento anche tanta energia da parte tua e voglia sincera di cambiare,cerchero' sull'onda del tuo entusiasmo di farmi trascinare in pensieri e soprattutto in azioni che portano sollievo a cho soffre e un aiuto concreto a chi ne ha veramente bisogno

Rosy ha detto...

Basterebbe poco: solo cambiare atteggiamento e smettere di voltarsi dall'altra parte. E fare ciascuno la propria parte con onestà. Si comincia da chi ci stà vicino. Ho sentito troppo spesso persone parlare di dovere civile, poi io stessa ho soccorso i loro genitori vecchi, malati e abbandonati affacciarsi all'uscio e chiedere aiuto per strada e sentirmi dire che neppure un figlio andava a dormire con loro, per stargli accanto. Non porliamo poi delle colpe di chi gestisce la cosa pubblica, c'è da sentirsi male dal senso di impotenza.

RED ha detto...

Ciao Paneola, grazie di essere diventata lettrice di Welcome ... mi hai fatto conoscere il tuo blog, che trovo davvero bello!
Sono diventata anch'io una tua lettrice;
questo post offre uno spunto di riflessione seria: come diceva il parroco non più tardi di ieri sera alla lezione di catechismo dei bimbi di 2° elementare ... non saremo mai felici veramente se non impariamo l'importanza dell'aggettivo NOSTRO, anzichè di MIO! a presto e ciaoooo!

ivan ha detto...

Il punto, a mio avviso, è fare COSTANTEMENTE; molti di noi pensano di aver dato il proprio contributo solo per aver speso una parola di conforto ogni tanto o per aver messo pochi spiccioli nelle mani di qualche bisognoso.
Non sbaglia chi afferma che la carità per alcuni è il modo più sbrigativo per non vedere e sentirsi la coscienza a posto.
Ma proprio perchè si tratta di coscienza, mi piace credere che chi porge la mano a chi tende la propria, è tanto più sincero se un attimo dopo ha dimenticato il suo gesto. Chi dimentica di fare per gli altri avrà sempre in mente lo stimolo e la volontà di dover CONTINUARE a fare!
Questo è il mio pensiero, questo è il mio augurio.
Ciao
Ivan

Tenebrae ha detto...

ah, e grazie degli auguri! ricambio di tutto cuore, anche se in ritardo!!

andrea ha detto...

ciao,spero a presto

Anthos ha detto...

Morire di fame o morire di freddo il risultato non cambia. La morte è sempre lì che aspetta!
Il problema maggiore è che si è persa la fiducia nel prossimo, quello stesso prossimo che dovrebbe essere aiutato, ed ancor più quello che dovrebbe aiutare. Non sono un bastian contrario, però cerco di essere sempre quanto più equilibrato nei miei comportamenti e nei miei commenti.
Lasciarsi trasportare dall'onda della emotività non sempre dà i risultati sperati.
In un mondo attuale dove il primo sentimento è
l'egoismo, ciò che manca non sono le donazioni, ma il DONARSI, perchè in questo verbo è racchiuso il vero spirito dell'altruismo: la continuità d'azione.
La raccolta di indumenti e vettovaglie, la donazione di una somma + o - significativa, risolvono il problema di un ristretto lasso di tempo; donare se stessi può risolvere le necessità di una o + vite.
Latte adulterato, vettovaglie riciclate, donazioni mai arrivate a destinazione, vendita al mercato nero di aiuti umanitari su scala nazionale, sono cose che fanno rabbrividire e scoraggiare. Nonostante tutto non bisogna demordere, agire ed operare bene anche nel proprio piccolo con la speranza di sconfiggere l'egoismo e recuperare la fiducia in una umanità migliore.
Più volte ho sentito ripetere in questi giorni di commemorazione della MEMORIA: chi salva una vita,salva il mondo.
Ed io condivido. A presto!
Anthos

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